I Barconiani
Segui le storie e le testimonianze dei cooperanti internazionali sui paesi del mondo dove hanno vissuto e operato.
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Un messagio dell’autore
Il nome di questo sito ha origine da un blog lanciato nel luglio del 2015, mentre ancora mi trovavo per lavoro, come cooperante internazional, in Myanmar.
Il titolo del blog era “Salirei anch’io su quel barcone” e trattava prevalentemente di migrazioni dal Sud al Nord del mondo. Era ovviamente un titolo paradossale ma che intendeva diffondere un messaggio piuttosto chiaro: chi ha vissuto e lavorato nei Paesi poveri ha bene in mente le cause che possono spingere gli abitanti di quei Paesi a migrare. E sa che si tratta di motivi molto forti, legati a una lunga storia di povertà, privazioni e sofferenza che negli anni passati venivano sopportate con rassegnazione ma che ora – nel nostro mondo globalizzato – sembra possibile evitare a un costo tutto sommato accettabile, come salire su un barcone, appunto.
I cooperanti internazionali sono una categoria di persone che conosce bene la condizione di vita nei Paesi poveri ed è in grado di confrontarla con quella dei Paesi da cui provengono. Per questo rappresentano un’importante fonte di informazione sulle motivazioni che spingono ogni anno molte migliaia di persone a lasciare i Paesi più economicamente svantaggiati.
Al blog contribuiva un gruppo di amici accomunati, oltre che dal fatto di essere miei amici, soprattutto dal loro vissuto di cooperanti internazionali in varie parti del mondo. Presto questi amici divennero, nella corrispondenza che ci scambiavamo, “i barconiani”. È interessante notare che essi appartengono a fasce di età varie e svolgono o hanno svolto diverse professioni: prevalgono i medici – la sanità è da sempre un’area molto praticata dell’aiuto allo sviluppo – ma troviamo fotografi professionisti, dirigenti di organizzazioni delle Nazioni Unite, bilaterali e Non governative, operatori di campo, capi progetto, ricercatori e anche una suora missionaria.
Il blog aveva come ambizione quella far conoscere agli italiani le condizioni di obiettiva povertà e indigenza da cui i migranti cercavano di allontanarsi. Evitava tuttavia intenzionalmente di proporre soluzioni per risolvere il problema delle migrazioni clandestine verso l’Europa. Non perché non avessimo in mente idee al riguardo ma perché la complessità del mondo contemporaneo – con i suoi delicati equilibri economici e geo-politici – richiede una profonda conoscenza dei meccanismi che regolano la governance globale per poter elaborare e condurre degli interventi. Lo vediamo molto bene questi giorni.
Noi volevamo solo dire forte e chiaro:
- CI SONO BUONE RAGIONI PER SOGNARE DI MIGRARE;
- IL FENOMENO DELLE MIGRAZIONI NON SI ESAURIRÀ PRESTO, NON È UN’EMERGENZA;
- DOBBIAMO CAMBIARE PARADIGMA RIGUARDO A IDENTITÀ NAZIONALE, LA SOVRANITÀ DELLO STATO E GRANDI SFIDE GLOBALI.
Durante la pandemia di Covid-19, forse perché l’immobilita forzata in casa ci concedeva più opportunità di incontri virtuali, sorse tra di noi l’idea di dare maggiore visibilità ai temi trattati nel blog scrivendo un libro. Ci riunimmo in ventuno attorno al progetto del libro e cominciammo a lavorarvi verso la seconda parte del 2020. Ognuno contribuì scrivendo un brano che narrava di un’esperienza personale riguardante, in un modo o nell’altro, la propria interazione personale con i tanti problemi che affliggono il Sud del mondo. Grazie al fortunato incontro con la casa editrice indipendente “Infinito Edizioni”, potemmo portare a termine il nostro progetto e, a settembre del 2021, vedere pubblicato il primo nostro libro, intitolato “A viverci è tutta un’altra storia”. Furono due giornalisti – Davide Demichelis e Igiaba Scego – a scrivere per noi prefazione e introduzione e un altro giornalista – Maurizio Paganelli – dedicò al libro un bell’articolo su un blog tematico di Repubblica.
Forse perché non siamo tanto bravi a farci pubblicità, abbiamo preferito metterci subito di nuovo a lavoro per un altro libro piuttosto che capitalizzare sul primo curandone il lancio. E il secondo libro, praticamente una prosecuzione del primo, è arrivato puntualmente dopo un anno esatto da “A viverci…”: si chiama “Dove la polvere ti brucia gli occhi – È li che parte la sfida”, sempre per i tipi di Infinito Edizioni, con prefazione di don Dante Carraro, direttore del CUAMM, storica ONG medica di Padova. In questo libro il numero di autori scese da ventuno a diciassette: sette abbandonarono il progetto e tre nuovi autori si unirono al gruppo dei barconiani.
Chi scrive sapendo in anticipo che non raggiungerà né fama né ricchezza con le sue opere è spinto a farlo dal puro piacere di scrivere. E di usare la scrittura per raccontare storie, divulgare conoscenze, spartire emozioni con il lettore. Questo è decisamente il nostro caso. Allora perché non andare avanti a scrivere? Ed ecco la trilogia, completata con questo “Senza barriere – posti lontani, genti sconosciute e umanità in cammino” che esce oggi, settembre 2023, a due anni esatti dal primo libro. Siamo rimasti in undici – nove membri storici (presenti in tutti e tre i libri), Marta (al suo secondo) e Francesco (esordiente coi barconiani). L’editore che ci accompagna è sempre Infinito Edizioni, che per l’occasione ci ha pure collegato ad un personaggio molto importante nel panorama delle organizzazioni umanitarie del nostro paese, Riccardo Noury, portavoce della sezione italiana di Amnesty International, il quale ha scritto per noi la prefazione. Abbiamo introdotto un’innovazione che riteniamo interessante: la possibilità di arricchire la lettura dei testi con la visione di fotografie digitali che ritraggono le vicende narrate o il contesto generale in cui le stesse si sono svolte.
A questo punto è giusto chiedersi: continueremo a scrivere altri libri? La trilogia è tradizionalmente un punto d’arrivo per chi produce opere letterarie e anche per noi è arrivato il momento di fermarci a ripensare la validità e l’attualità dei nostri racconti. E anche a cercare di capire se possiamo continuare a raccontare quello che abbiamo visto e vissuto in giro per il mondo senza ripeterci e senza incappare nella retorica, pericolo sempre in agguato per chi scrive di povertà, guerra, dolore e speranza.
Da curatore dei tre libri e da timoniere – nomignolo affibbiatomi dai barconiani – del progetto, mi sentirei felice ed appagato se tra poco cominciassero ad apparire sul mercato libri scritti dagli amici che hanno reso possibile l’uscita di tre libri in due anni. Qualcuno ha già scritto cose proprie, e vi invito a cercarle in rete, altri si accingono a farlo. Forse parleranno di altro ma sono sicuro che metteranno nelle loro opere la stessa umanità e passione che hanno messo nello scrivere le storie che trovate nei tre libri dei Barconiani. Buona lettura!– Giampaolo Mezzabotta
Autore
Il nuovo libro della nostra serie
Senza Barriere
Informazioni su Senza Barriere
Questo libro racconta le storie emerse dai luoghi più lontani dell’Africa e oltre, con l’intento di sensibilizzare e informare sulle condizioni di vita nei Paesi più svantaggiati, tra cui quelli da cui provengono molti migranti in Europa.
La Nostra Collana di Libri
Altri Libri
In questa serie, “Dove la polvere ti brucia gli occhi” esplora le sfide estreme di vita in contesti ostili. Mentre “A viverci è tutta un’altra storia” offre un’immersione nelle realtà di Paesi poveri, svelando le sfumature di privazione, trauma e resilienza.
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